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Non rimandiamo le attività che non ci piacciono ma che sono importanti per i nostri obiettivi.
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Sfruttiamo i tempi morti, ad esempio i viaggi o le attese, per compiere attività utili: aggiornamento professionale, leggere, telefonare, ecc..
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Scriviamo le idee che ci vengono in mente nel corso della giornata in una “banca delle idee” per non dimenticarle.
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Lavoriamo con umiltà nell'ottica del miglioramento continuo: potrò sempre agire meglio di come sto facendo oggi.
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Mettiamo in conto gli imprevisti, lasciando un adeguato spazio disponibile nella nostra agenda per la loro gestione. Programmiamo al massimo il 60-70% della giornata.
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Pensiamo lentamente ed agiamo velocemente: essere veloci non significa avere fretta.
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Programmiamo di svolgere le attività più importanti e che richiedono maggiore concentrazione nelle nostre ore di maggiore efficienza psicofisica.
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Teniamo un unico elenco scritto delle nostre priorità sempre a portata di mano.
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Prevediamo in anticipo le possibili difficoltà e i relativi piani d'emergenza alternativi.
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Organizziamo una riunione solo in caso di effettiva necessità, prestando molta attenzione alla sua preparazione e al come dargli un seguito concreto.
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Diamo priorità a ciò che serve per raggiungere i nostri obiettivi e non a ciò che ci piace, a ciò che sappiamo fare meglio, a ciò che ha una scadenza a breve, a ciò che ci chiedono gli altri, a ciò che ci salta per la mente...
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Non facciamoci scoraggiare dalle difficoltà e dai problemi: viviamoli come una sfidante opportunità.
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Prendiamoci dei momenti in cui non possiamo essere interrotti da nessuno.
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Evitiamo rimpianti rispetto ad errori o sbagli che riguardano il passato, ma pensiamo a come possiamo agire oggi per migliorare il nostro futuro.
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Non lasciamo che siano gli imprevisti e le urgenze a gestire il nostro tempo: agire proattivamente e non reagire passivamente.
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Eliminiamo o archiviamo tutto quello che non serve, ciò che non è essenziale per il nostro lavoro.
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Lavoriamo cercando di svolgere sequenze di attività simili tra di loro evitando di saltare da un'attività all'altra.
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Teniamo sempre presente il trascorrere del tempo ed obblighiamoci a rispettare il tempo programmato per svolgere ogni attività.
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Valorizziamo il lato positivo di tutto quello che facciamo e lavoriamo con entusiasmo. Non esistono fallimenti ma solo risultati da valorizzare come patrimonio di esperienza.
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Decidiamo cosa non fare: dobbiamo essere consapevoli che non abbiamo il tempo per fare tutto e che se scegliamo di fare una cosa dovremo rinunciare a qualche altra attività.
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Evitiamo di lavorare troppe ore per non affaticarci ed innescare un processo di distress (stress negativo).
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Eliminiamo ogni alibi: non attribuiamo la colpa dei nostri insuccessi / difficoltà ad eventi esterni. Ognuno è artefice del proprio destino. La fortuna nel lungo periodo ci vede benissimo. Chiediamoci sempre: io cosa posso fare per…?
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Prepariamo in anticipo le telefonate, le visite, le riunioni.
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Pianifichiamo i nostri viaggi con largo anticipo per ottimizzare gli spostamenti.
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Scriviamo e rivediamo periodicamente, in modo realistico, i nostri obiettivi. Teniamoli sempre in evidenza e leggiamoli spesso.
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Pensiamo bene prima di chiedere qualcosa agli altri (il tempo altrui è altrettanto importante). Limitiamo all'indispensabile le nostre richieste: telefonate, e-mail, interruzioni.
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Ascoltiamo attentamente eventuali segnali di stress e poniamo in essere azioni di rimedio.
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Aggiorniamoci continuamente sui nuovi strumenti che la tecnologia mette a disposizione per la nostra organizzazione del lavoro.
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Lavoriamo con l'obiettivo di ottimizzare ogni minuto del nostro tempo. I risultati di un anno sono la somma dei risultati di ogni giorno.
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Dedichiamo del tempo a pianificare la nostra giornata (dieci - quindici minuti), la nostra settimana, il mese, l'anno.
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Educhiamo i nostri interlocutori circa gli orari e i metodi in cui preferiamo essere contattati.
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Cerchiamo di portare a termine i lavori che iniziamo. Obblighiamoci a rispettiamo le scadenze.
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Lavoriamo per far crescere la professionalità delle persone intorno a noi.
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Essere troppo perfezionisti rischia di farci perdere del tempo.
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Avvisiamo immediatamente i nostri interlocutori in caso di ritardo nel portare a termine un'attività.
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Teniamo in ordine la nostra scrivania e il nostro ambiente di lavoro.
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Periodicamente analizziamo il tempo che dedichiamo alle diverse attività lavorative.
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Impariamo a dire di no.
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Non pensiamo solo a quello che dobbiamo ancora fare o raggiungere, ma traiamo gioia e soddisfazione da quello che abbiamo già fatto o da quello che stiamo facendo.
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Suddividiamo i lavori complessi a lungo termine in piani di lavoro mensili, settimanali e giornalieri.
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Prendiamoci adeguate pause e momenti di relax per ricaricare le batterie.
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Arriviamo sempre con almeno un quarto d'ora di anticipo nel luogo degli appuntamenti.
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Utilizziamo una sola agenda ed aggiorniamola in tempo reale.
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Utilizziamo il processo di delega dei compiti e delle responsabilità ai nostri collaboratori.
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Interroghiamoci sempre su modi alternativi di lavorare per migliorare la nostra produttività.
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Verifichiamo in fase di esecuzione lo stato avanzamento lavori.
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Creiamo un quadro di volo in cui monitorare gli indicatori numerici sul grado di raggiungimento dei nostri obiettivi e sull'intensità delle attività nostre e dei nostri collaboratori poste in essere.
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Osserviamo attentamente gli atteggiamenti (quello che pensano) e i comportamenti (quello che fanno) delle persone che riteniamo abbiano un'ottima gestione del tempo.
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Siamo sempre consapevoli che decidere cosa fare del tempo significa decidere cosa fare della nostra vita! Non lasciamo che siano gli altri, le abitudini, gli eventi e quant'altro a scegliere per noi.